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Women Bylines di CHIME FOR CHANGE

Women Bylines ritorna per offrire a un pubblico globale storie potenti e poco note sulle donne

Questa settimana, un gruppo di 14 narratrici è arrivato da ogni angolo della Francia per partecipare alla seconda edizione di Women Bylines di CHIME FOR CHANGE, un progetto di giornalismo che racconta in prima persona eccellenti storie di rilevanza globale.

Questi cinque giorni di workshop hanno offerto a scrittrici, registe e fotografe un intenso corso di giornalismo e una formazione professionale a supporto della produzione di storie poco raccontate che interessano le donne.

Il primo workshop di Women Bylines si è svolto a Erbil, Iraq, nel 2015. L’edizione di quest’anno, svoltasi a Parigi dal 17 al 21 luglio, è stata tenuta da Gucci e dalla Kering Foundation con il supporto di Hearst Magazines.

“Gucci ha fondato CHIME FOR CHANGE nel 2013 per dare spazio alle voci di donne e ragazze di tutto il mondo. La serie Women Bylines è al centro del lavoro di CHIME FOR CHANGE e siamo entusiasti di poter sostenere la nascita e la condivisione di queste potenti storie” ha affermato Susan Chokachi, Presidentessa e CEO di Gucci America.

“La co-fondatrice di CHIME FOR CHANGE Salma Hayek Pinault ci ha invitate ad ascoltare attentamente le voci che non erano mai state ascoltate prima” ha affermato Mariane Pearl, Caporedattrice e Responsabile della formazione di Women Bylines di CHIME FOR CHANGE. “Questo è l’esatto obiettivo della serie Women Bylines: sottolineare come queste donne abbiano il potere di trasformare la società.”
“Vogliamo mettere insieme le voci collettive delle donne per offrire un’indispensabile risposta umana e alternativa alle sofferenze provocate da tendenze come violenza, avidità e corruzione, che continuano a compromettere il nostro mondo” ha aggiunto la signora Pearl.
Le partecipanti hanno trattato argomenti quali la violenza sulle donne e la cultura dello stupro, le molestie virtuali, il burkini, il vero significato del consenso e la crisi dei rifugiati e dei migranti.

“Parlare dei problemi delle donne è difficile di per sé. La maggior parte di noi vive queste storie da sola. La qualità dei corsi di formazione, del supporto e della sinergia del gruppo rende questa esperienza una delle più coinvolgenti che abbia mai vissuto” ha affermato Zoe Vilain, regista e partecipante di Women Bylines. “Sento che l’energia di queste donne mi aiuterà ad andare avanti con i miei progetti.”
Women Bylines aiuta anche le partecipanti a presentare e inserire le loro storie per raggiungere un pubblico ampio a livello internazionale.

Hearst Magazine fa parte di Hearst (www.hearst.com), una delle più grandi società di media e informazioni diversificate negli Stati Uniti. Con 20 titoli negli Stati Uniti, Hearst è il principale editore di riviste mensili in termini di diffusione totale a pagamento (AAM 2H 2016). Le risorse a mezzo stampa e digitali di Hearst Magazine raggiungono ogni mese oltre 128 milioni di lettori e visitatori, quasi due terzi di tutte le donne e il 69% di tutte le donne millennial del paese. L’azienda pubblica quasi 300 edizioni e 200 siti Web in tutto il mondo e gestisce iCrossing, un’agenzia globale di marketing digitale, e il fornitore di processi aziendali CDS Global. Hearst Magazine detiene una quota di maggioranza in KUBRA, un’azienda di soluzioni per la gestione dell’esperienza clienti, ed è partner di Condé Nast nella società di servizi editoriali PubWorx.

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